Ciò che voglio, ciò che sento, ciò che vedo, ciò che sono...

sabato, settembre 30, 2006

Ci sono momenti di sofferenza o tristezza

o giornate come pugnalate al cuore.

Quando hai questi momenti,

prova a bussare alla porta del mio cuore.

La mia vita e il mio cuore sono sempre aperti per te.

Queste orecchie possono ascoltare qualsiasi cosa in ogni momento.

Anche questi occhi hanno accumulato tante lacrime

per piangere con te

venerdì, settembre 15, 2006

Oriana Fallaci
Nel giorno in cui io spengo le candeline del mio ventottesimo compleanno passa, a miglior vita, uno dei miei miti.
Ammetto d' essere triste con lei se ne va una persona di grande intelligenza e tempra morale che ha saputo mettere per iscritto in modo impareggiabile quelli che sono anchi i miei (e immagino non soli) pensieri legati a molte vicende del genere umano.
Ciao Oriana!!!

Di seguito riporto una breve biografia di questo grande personaggio dei nostri tempi liberamente tratto dalle biografie di leonardo-online.

La controversa scrittrice contestata nei suoi ultimi anni di vita soprattutto a causa dei suoi interventi relativi ai rapporti con l'Islam, nasce a Firenze il 26 giugno 1929, in piena era fascista. Gli anni della sua infanzia sono quelli del potere mussoliniano: forse fa un po' effetto pensare alla "passionaria" e ribelle scrittrice alle prese con un clima simile.

L'aria che respirava in casa non è certo favorevole alla dittatura. Il padre è un attivo antifascista, così convinto delle sue scelte e delle sue idee che addirittura coinvolge la piccola Oriana - allora di soli dieci anni - nella lotta resistenziale con compiti di vedetta o simili. La piccola impara anche ad utilizzare le armi grazie alle battute di caccia organizzate dal padre, che si trascina dietro la bambina durante le sue escursioni venatorie.

Divenuta un poco più grande Oriana si unisce al movimento clandestino di resistenza, sempre guidato dal padre, diventando un membro del corpo dei volontari per la libertà contro il nazismo. E' un periodo assai duro per la Fallaci, e forse è da quegli avvenimenti che si può far risalire la sua celebre tempra di donna di ferro, tempra che poi la contraddistinguerà negli anni della maturità e della celebrità.

Questi eventi cui abbiamo accennato non solo vedono il padre catturato, imprigionato e torturato dalle truppe naziste (riuscendo fortunatamente a salvarsi), ma vedono anche la futura scrittrice ricevere un riconoscimento d'onore dall'Esercito Italiano per il suo attivismo durante la guerra, e questo a soli quattordici anni!

Terminato il conflitto decide di dedicarsi alla scrittura in maniera attiva e continuativa, con il serio proposito di farne una professione di vita.
Prima di approdare al romanzo e al libro, Oriana Fallaci si dedica prevalentemente alla scrittura giornalistica, quella che di fatto le ha poi regalato la fama internazionale. Fama ben meritata, perché a lei si devono memorabili reportages e interviste, indispensabili analisi di alcuni eventi di momenti di storia contemporanea.

Gli inizi sono legati all'ambito cronachistico per vari giornali, ma i direttori con cui viene a contatto non faticano a riconoscere in lei una stoffa di ben altro tipo. Cominciano a fioccare incarichi di più vasto respiro e di grande responsabilità, come le interviste a importanti personalità della politica o il resoconto di avvenimenti internazionali. La sua eccezionale bravura la porta all'"Europeo", prestigioso settimanale di grande spessore giornalistico e culturale, per poi collaborare anche con altre testate, sia in Europa, che nel sud America.

Fra gli exploit più memorabili è da ricordare la sua infiammata intervista all'Ayatollah Khomeini, leader del regime teocratico iraniano e poco incline a riconoscere diritti e dignità alle donne, contrariamente alla Fallaci, che è sempre stata all'avanguardia in questo genere di rivendicazioni. Khomeini fra l'altro non è stato trattato meglio o ricordato con indulgenza neanche nelle dichiarazioni contenute nell'articolo-scandalo "La rabbia e l'orgoglio".

Da ricordare inoltre l'incontro con Henry Kissinger, indotto dalla giornalista, con incalzanti domande, a parlare di argomenti mai affrontati con altri interlocutori, come alcune questioni riguardanti la sua vita privata (in seguito la stessa Fallaci ha dichiarato sorprendentemente di essere estremamente insoddisfatta di questa intervista, vissuta come una delle sue peggiori riuscite).

In seguito la summa dei colloqui con i potenti della Terra viene raccolta nel libro "Intervista con la storia".
L'atteggiamento di fondo che ha sempre contraddistinto la Fallaci lo si evince in maniera esemplare in questa sua dichiarazione che si riferisce proprio al libro e al suo modo di condurre le interviste: "Su ogni esperienza personale lascio brandelli d'anima e partecipo a ciò che vedo o sento come se riguardasse me personalmente e dovessi prendere una posizione (infatti ne prendo sempre una basata su una precisa scelta morale)".

A partire da questo è da rilevare come la scrittura della Fallaci nasca sempre da precise motivazioni di ordine etico e morale, il tutto filtrato da una tempra di scrittrice civile come poche il nostro paese può vantare. In qualche modo il suo nome può essere accostato, pur con tutte le diversità del caso, al solo Pasolini, al quale scrisse una storica e commossa lettera-ricordo in seguito al tragico evento della sua morte. Secondo quanto da lei stessa riferito l'"input" che in genere la induce ha prendere carta e penna "è quello di raccontare una storia con un significato [...], è una grande emozione, un'emozione psicologica o politica e intellettuale. 'Niente e così sia', il libro sul Vietnam, per me non è nemmeno un libro sul Vietnam, è un libro sulla guerra".

Altro esempio che calza a pennello è un testo vendutissimo e di grande impatto, che non ha mancato di sollevare alla sua uscita (come quasi tutti i suoi testi), grandi discussioni: stiamo parlando di "Lettera ad un bambino mai nato", edito nel 1975, scritto proprio in seguito alla perdita di un possibile figlio.

Un significativo esempio del pathos che la Fallaci riversa nei suoi libri è costituito dal best-seller "Un uomo" (1979), romanzo steso in seguito alla morte del compagno Alekos Panagulis. Nel romanzo "Insciallah" scrive la storia delle truppe italiane stazionate in Libano nel 1983. Come nella maggior parte dei suoi libri anche in questo caso la scrittrice mostra lo sforzo, da parte di normali individui piuttosto che di vasti gruppi, di liberarsi dal giogo di oppressioni e ingiustizie di vario tipo e specie.

I suoi libri sono stati tradotti in più di trena paesi; fra i riconoscimenti va segnalata la laurea ad honorem in Letteratura ricevuta dal Columbia College of Chicago.

Seppure di origini fiorentine, Oriana Fallaci ha risieduto a lungo a New York: "Firenze e New York sono le mie due patrie", racconta lei stessa.
Ed è proprio dal grande attaccamento per gli Stati Uniti, dalla grande ammirazione che la Fallaci sente per questo paese, che nasce la sua reazione al terribile attentato terroristico dell'11 settembre 2001 alle Twin Towers.
Con una lettera inviata all'allora direttore del "Corriere della Sera" Ferruccio De Bortoli, Oriana Fallaci ha rotto il silenzio che durava da tempo. Lo ha fatto nel suo stile, uno stile viscerale e potente che non lascia mai indifferenti e che ha sollevato una vasta eco in tutto il mondo. Noi ci limitiamo a riportare qui di seguito l'incipit di quello scritto:

"Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l'altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. "Vittoria! Vittoria!" Uomini, donne , bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: "Gli sta bene, agli americani gli sta bene". E sono molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d'una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso".

Da tempo sofferente di un male incurabile Oriana Fallaci è scomparsa a Firenze all'età di 77 anni il 15 settembre 2006.

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I libri di Oriana Fallaci:

I sette peccati di Hollywood
Il sesso inutile
Penelope alla guerra
Gli antipatici
Se il sole muore
Niente e così sia
Quel giorno sulla luna
Intervista con la storia
Lettera a un bambino mai nato
Un uomo
Insciallah
La rabbia e l'orgoglio
La forza della ragione

giovedì, settembre 14, 2006

Altro giro, altro film...Tocca ai Pirati dei Caraibi 2 "La maledizione del forziere fantasma"...
Andiamo per ordine, al solito in cinque minuti riesco a mettermi insieme per uscire...
La mente ovviamente è rimasta altrove: dove l' ho lasciata posteggiata a girare in tondo con MAGDA...

Taglio il nastro d' arrivo del cinema, nonostante la pausa "gasolina" e un SMS inaspettato per primo...Peccato non ci siano le classiche bellezze da G.P. a consegnarmi l' alloro del vincitore...Mah...Lungo sospiro e svuotiamo il sacco, maledetti SMS, con MAGDA le carte in tavola ci sono tutte due segni ben distinti Cuori e Picche...Non ne può venire fuori niente di buono, ma almeno adesso per me c' è qualcosa dal quale partire.

Veniamo al film...Deludente rispetto al primo episodio...No, no non sono condizionato dallo stato d' animo con il quale entro in sala...Questo nonostante la sala prenotata sia stata chiusa e si debba fare ressa selvaggia per entrare nell' unica rimasta disponibile (bontà dei multisala).

Si salva solo la fantastica Keira...Bacia da Dio (ehhh come vorrei provare in prima persona)...Molto sensuale...

Esco fuori perdendomi la "scena" clou inserita tra i titoli di coda...Non rimpiango la scelta.

Viaggio di ritorno...SMS di ritorno...Ci vuole il buon M&M per evitare che una leggerissima stizza dovuta all' attitudine femminile di voler sempre girare in tondo agli argomenti, anche quando questi sono chiarissimi, provochi una strage sulla tranquilla provinciale verso casa...

Grrr...Che altro dire: ci andrebbe la calma olimpica di M&M...
Vedrò di recuperarla.

mercoledì, settembre 13, 2006


Questi i due film che ho visto nel weekend romano:
Slevin e Pulse.

Mentre Slevin è un gran bel film, originale imprevedibile, ricco di spirito e con una Lucy LIU in gran...Spolvero...Pulse è come dire? Una gran bella schifezza...
La biondina protagonista è una di quelle che ti fanno sperare di non incontrarla mai per strada...Lei e il suo cellulare MORTOROLA...

Rassegna cinematografica a parte, ora mi dedicherò a cercare di capire quel gran bell' enigma della MAGDA...

Il fatto che riesca sempre a spiazzarmi con una parola sola, a far crollare il fragile castello di carta che costruisco intorno a me per darmi quelle certezze che vorrei non avere è assai...Complicato...

Capirla...

domenica, settembre 10, 2006

Le frasi clou del weekend:

Simone: "Conto di guadagnare tra i tremila e tremilaetrecento euro al mese" Per la serie piccoli paperon de paperoni crescono

Gianni: "E' da tanto che ho voglia di salsiccia" Prima di ordinare un intero pasto a base di...Salsiccia dal primo al...Dolce...

Marco: "Vorrei fossi con me" Messaggio via sms ovviamente rimasto senza risposta inviato a Magda

Erika: "Mi hai toccato una tetta...Il che considerato che sono l' 80% del mio corpo è difficile da non fare" Mentre cercavo di consegnare questa facinorosa agli agenti di polizia di Termini

Sammy: "Io non mi sono mai fatto problemi di dimensioni su quel campo..." Riferito ad una parte di se mentre Erika lo guardava con occhi pieni di...Compassione...

Clo: "Io sono una donna sincera..." Vedi dizionario italiano alla voce donna; voci correlate

Le giornalaie: "Gianni ma stai bene???" Vedendolo comparire ben 6h e trenta minuti prima del dovuto a ritirare i giornali

Barista: "Veneziana che? Se chiamano Danesi..." Riferito a gianni che voleva un dolce ripieno...
Ok, è assodato, la notte bianca di Roma non ha nulla a che vedere con quella cuneese...
Strade brulicanti di gente, mezzi strapieni che ricordano le peggiori traversate scolastiche post tempeste di brufoli e affini e gente festante ogni dove...

Niente a che vedere con il rigido modo di festeggiare di noi cuneesi...Alle 23, tutti a nanna che domani si lavora...

Partiamo con ordine: pranzo...
Si va a Monterotondo, poco dopo Roma in direzione di Rieti...Riusciamo a farci riconoscere come il tavolo dell' amante della salsiccia...E potete solo immaginare come tale predilezione a Roma venga facilmente...Come dire...Fraintesa...

La situazione degenera ulteriormente quando Mr. Salsiccia, scambia un' innocente commensale per una cameriera, che ha avuto la sola sfortuna di tenere in mano una banconota da 50€ (n.b. A Roma, per chi non lo sapesse, questo e' un segno che contraddistingue il personale di sala) per poi non riuscire a "dominare" la sua esuberanza (derivata dai molti grassi suini assorbiti) cadendo piu' e piu' volte dalla propria sedia...

Più di quattrocento gli eventi in programma in questa notte bianca...Noi abbiamo frequentato con successo i mezzi pubblici, gentilmente messi a disposizione dal comune di Roma, se è vero che passiamo piu' tempo sul pullman che a vedere gli spettacoli stessi (miiiiiii quanto e' grande questa citta'!!!).

La giusta conclusione della serata, si ha con un sussegguirsi (fa molto cinematografico) di colpi ad effetto sviluppatisi in una location particolare: la toilette della stazione termini...

Quale luogo migliore nel quale fare emergere le differenze tra uomo e donna???

Comunque sia, un consiglio per i lettori: MAI DARE DA BERE UN CAPPUCCINO AD UNA RAGAZZA CON Q.I. 160 alle 4 di mattina...Le conseguenze sugli argomenti scaturiti dopo la somministrazione sono DEVASTANTI!!!

Detto questo vi aggiornerò su come procede lo sviluppo della Settimana enigmistica...
So che vi interesserà!!!

sabato, settembre 09, 2006

Roma: la città eterna, la capitale del nostro bel paese e la patria di molte, molte belle ragazze che stufe dell' ingombrante tanga hanno deciso, giustamente e finalmente, di lanciare una nuova moda: le chiappe al vento.

Il successo e' garantito almeno a giudicare dall' uniformità di sguardi che si generano: nonni, padri di famiglia, mariti, fidanzati, beneamati sconoscitui e single hanno occhi solamente per le giunoniche forme artistiche che si intravedono dai Jeans a ...Chiamiamola "vita" bassa...Ma vi assicuro che di basso c'e' poco...

In questo paradiso ristoratore degli stanchi occhi piemontesi, segna un capitolo a parte il mio amico di vecchia data Sammy, navigatore di piu' e piu' mari, scopritore di più e più terre che trovata finalmente "foooooooooooooooooorse" la persona giusta riesce a far dire a questa: "Scusa, hai una penna? Questa sera devo fare la settimana enigmistica"...

Inutile dire che siamo rimasti un po' basiti alla pronta risposta di lui: "Ti faccio vedere io questa sera..." e lei: "Appunto, mi serve una penna..."

Come a dire le dimensioni contano nonostante i suoi proclami via SMS: "Per me fanno fede le mie prestazioni!!!"

Buona notte Sammy, ti vogliamo lo stesso bene!!!

I tuoi amici Marco e Gianni!!!

mercoledì, settembre 06, 2006

Incredibile, sono riusciti ad inventarsi anche il Burka da corsia...Costo? Circa 18 Euro...
Dove arriveremo di questo passo...