
Deraglia un treno in tilt i collegamenti tra nord e sud Porto Recanati
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Un guasto al carrello, un paio di carrozze che escono per qualche metro dalle
rotaie poco prima della stazione di Loreto, il blocco della linea. È tutta
qui l’emergenza che ha paralizzato per ore il traffico ferroviario tra nord
e sud, con ricadute su tutto il sistema, e ha costretto migliaia di
passeggeri a disagi di ogni tipo, a cominciare dalle ore passate al freddo
ad aspettare una qualsiasi informazione sull’accaduto e su un’eventuale
possibilità di riprendere il viaggio.tratto da La Padania online, 08/01/06
Una volta si sarebbe detto "Chi meno spende, più spende" ora non è più così!!!
Illuminati da menti geniali che hanno riscritto le regole del mercato, del capitalismo fino a spingerlo ad una globalizzazione mondiale il detto è ora rivisto e corretto, per la felicità di Paolo Bitta, in: "Chi meno spende, meno spende" almeno per le ferrovie italiane.
Già perchè 300.000 ferrovieri erano troppi, così dopo tagli su tagli, su tagli siamo arrivati a 90.000 scarsi che svolgono "ufficialmente" lo stesso lavoro di sempre, con gli stessi standard qualitativi, MA che di fatto hanno ceduto moltissime lavorazioni a terzi.
Niente di male se questi, terzi, fossero personale debitamente formato, ma se così fosse non si spenderebbe di meno...
Cosi' succede che in Sicilia, le linee ferrate perdano i bulloni che le ancorano alle traverse, che i ponti nuovi di zecca vengano spazzati via alla prima piena (Puglia) di un improvvisato fiume di fango, che un tratto di linea appena rifatto (Alessandria) si deformi per via del troppo caldo e ora un'asse bloccato, fermi il paese...
Ferrovie, si impreca da più parti: sempre ritardi, treni sporchi, sono spesso strapieni e scarsa informazione...Ed è proprio quella che manca se è vero che lo stesso Lunardi, neanche sapeva delle condizioni nelle quali versano le ferrovie, e se il solo telegiornale di Rai3 ha dedicato trenta secondi a quanto sta dietro a questo sfacello.
Ferrovie che si vedono tagliate dal governo, fondi per 5 miliardi di Euro, che nel solo settore manutentivo hanno perso, in termini di risorse umane, nell'ultimo anno altri 2000 operatori e che altresì investono la quasi totalità delle loro risorse in un piano di ammodernamento infrastrutturale votato in toto all'alta velocità.
Fatto che trascura in pieno il trasporto locale lasciato a se stesso o nel migliore dei casi alle regioni che però non riescono a venire incontro alle esigenze dei pendolari i veri fruitori quotidiani del prodotto treno.
Ammodernamento si diceva che fa si che il gruppo FS sia il primo investitore industriale in Italia, ma che di fatto non serve al cittadino in termini di servizi resi ma ad alimentare scandali su scandali appena si va a scavare un po', senza carotaggi esplorativi, sui titolari delle aziende vincitrici d'appalti...

2 commenti:
non è Paolo Pitta ma Paolo Bitta!!
Grazie, della precisazione!!!
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